sabato 27 aprile 2013

«Non sono interessato alla vostra simpatia o antipatia, tutto quello che chiedo è che mi rispettiate come essere umano»

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Jack Roosevelt Robinson, detto "Jackie" (Cairo, 31 gennaio 1919 – Stamford, 24 ottobre 1972), è stato il primo giocatore afroamericano della  Major League Baseball (MLB) in epoca moderna.

Nacque in una famiglia della Georgia e dopo essersi trasverito a Pasadena fu spinto ad intraprendere l'attività sportiva dal fratello Matthew in cui si rivelò molto portato e distinse in cinque discipline: nel baseball, nel basket, nel football americano, nell'atletica leggera e nel tennis. Continuò a praticare diverse discipline sportive durante gli anni passati al Pasadena Junior College e alla UCLA. Curiosamente, durante i suoi anni nell'università californiana, il baseball fu lo sport in cui si distinse meno rispetto all'atletica e al football. Abbandonò la UCLA prima di terminare gli studi e inizialmente lavorò come assistente atletico presso la National Youth Administration. In seguito si spostò ad Honolulu per giocare a football con la squadra degli Honolulu Bears. Alla fine del 1941 tornò in California con l'obbiettivo di intraprendere una carriera come running back nei Los Angeles Bulldogs.
Le sue speranze di una carriera vennero interrotte dal coinvolgimento americano nella Seconda guerra mondiale, dopo l'attacco di Pearl Harbor. Robinson venne chiamato sotto le armi ed assegnato ad un'unità di stanza in Kansas e dopo alcune difficoltà iniziali, riuscì a farsi ammettere alla scuola per ufficiali ed ottenne il grado di sottotenente.
La carriera militare di Jackie si arrestò, però, nel 1944: dopo essere salito su un autobus dell'esercito, si rifiutò di obbedire al conducente che gli aveva intimato di sedersi in fondo al veicolo; va sottolineato che sugli autobus militari non vigeva l'obbligo di separazione tra neri e bianchi come su quelli civili, ma questo suo rifiuto comportò l'intervento della polizia militare che lo prese in consegna e lo mise sotto custodia per poi essere processato. Il caso si concluse con un'assoluzione, ma gli venne negata la possibilità di essere impiegato in operazioni militari oltre oceano. Jackie fu trasferito nel Kentucky dove fu impiegato come allenatore degli atleti dell'esercito sino a quando fu congedato con onore.
Nel 1945, ricevette un'offerta da parte dei Kansas City Monarchs per diventare un giocatore professionista delle Negro Leagues (i campionati riservati agli afroamericani). Robinson accettò la proposta e firmò un contratto da 400 dollari al mese, per lui all'epoca vantaggioso. Le sue prestazioni sportive furono buone, ma l'esperienza si rivelò deludente per lui: abituato all'organizzazione del mondo dei college rimase molto deluso dalla disorganizzazione della lega. In tutto giocò 47 partite nel ruolo di interbase, 5  fuoricampo e prese parte al Negro League All-Star Game del 1945. Le sue capacità suscitarono l'interesse di alcuni dirigenti della Major League. I Boston Red Sox organizzarono al Fenway Park un provino per lui e per altri giocatori di colore, tuttavia questa prova si rivelò una farsa organizzata per motivi legati alle lotte interne alla società e i giocatori in prova non ebbero nessuna reale possibilità di mettersi in mostra e vennero anche insultati dagli spettatori benché l'accesso alle tribune fosse limitato ai soli dirigenti dei Red Sox. Fortunatamente altre squadre avevano un interesse reale per lui, in particolare il presidente dei Brooklyn Dodgers stava valutando già da tempo la possibilità di inserire nella sua squadra giocatori neri. Jackie fu scelto come il più promettente dei giocatori e fu contattato per verificare se fosse disponibile a firmare un contratto e giocare inizialmente per i Montreal Royals, squadra affiliata ai Dodgers. Rickey mise subito in chiaro che una scelta simile avrebbe esposto Jackie ad insulti durante ogni partita e volle accertarsi che il giocatore fosse abbastanza forte da sopportare le ingiurie e riuscisse anche a non reagire pregiudicando le sue capacità, Jackie assicurò di essere in grado di mantenere il controllo e così firmò il contratto.
Jackie non fu il primo giocatore di colore in assoluto a militare nella Major League, ma fu colui che ruppe la barriera razziale (detta baseball color line) ovvero, quell'accordo non scritto che fino al 1947 aveva escluso gli afroamericani. Per più di cinquant'anni i campionati professionistici americani furono composti esclusivamente da bianchi, mentre i neri giocavano in campionati separati. L'esordio di Robinson con la maglia dei Dodgers mise fine a sessant'anni di segregazione razziale in ambito sportivo. La sua figura fu molto importante sia dal punto di vista sportivo che da quello sociale: il giocatore dovette superare grandi avversità, fu minacciato di morte e spesso veniva insultato durante le partite, ma alla fine, grazie alla sua tenacia riuscì a conquistare gli appassionati del baseball segnando un ulteriore passo verso l'integrazione razziale.
Robinson divenne il bersaglio di continui insulti razziali sia da parte dei tifosi che degli avversari. L'episodio più grave si verificò il 22 aprile 1947 durante una partita, quando i giocatori avversari dopo averlo chiamato nigger gli urlarono di «tornare nei campi di cotone». Le minacce di sciopero furono stroncate dall'intervento del presidente e dal commissario della lega che minacciarono di sospensione coloro che avevano intenzione di rifiutarsi di scendere in campo. Robinson diventò anche il bersaglio del gioco duro di molti avversari.
Le sue prestazioni sul campo furono all'altezza delle aspettative, fu il primo giocatore a ricevere il Rookie of the Year Award, e il 1956 fu il suo ultimo anno di attività, le sue statistiche furono piuttosto deficitarie rispetto al suo periodo d'oro, anche a causa dei primi sintomi del diabete che lo convinsero ad abbandonare l'attività agonistica e ad accantonare l'idea di diventare manager di una squadra. L'ultimo anno con i Dodgers gli permise di vincere un altro titolo della National League e di giocare per l'ultima volta le World Series. Gli storici del baseball lo cinsiderano come l'iniziatore di un nuovo stile di gioco, che univa a grandi capacità in battuta una notevole velocità di corsa e un'ottima attitudine difensiva. Il 24 ottobre 1972 Jackie Robinson si spense a Stamford, in Connecticut, all'età di cinquantatré anni, a causa di un attacco di cuore. Venne sepolto al Cypress Hills Cemetery di Brooklyn vicino a suo figlio Jackie Jr., morto nel 1971.
Il 20 agosto 2007 il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, annunciò l'ingresso di Robinson nella California Hall of Fame.

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